La più grande debolezza della violenza è l'essere
una spirale discendente che da' vita proprio alle cose
che cerca di distruggere.
Invece di diminuire il male, lo moltiplica. Martin Luther King
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BRUSCIANO: REFERENDUM DEL 17/04/2016..BRUSCIANO VOTARA' SI....ECCO PERCHE'
ecco perche'bisognera' andare a votare il tempo delle scelte sbagliate e' finito,indietro non si tornera'...
Di unaltrabrusciano
(inviato il 09/04/2016 @ 10:18:53)
# 2
bisogna andare sempre, anche ai referendum il cui esito è deciso dal quorum. Partecipare alle consultazioni, recarsi alle urne “significa essere pienamente cittadini, fa parte della carta d’identità del buon cittadino“. E’ una sintesi di una lezione di democrazia l’intervento del presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi
Di Anonimo
(inviato il 15/04/2016 @ 07:59:08)
# 3
arrivera'un momento in cui il silenzio sara'tradimento.
Di mlk
(inviato il 15/04/2016 @ 09:41:36)
# 4
felice de cicco giosino ti manovre come uno scagnuozzo gli indagati lo sai e lo sanno che sono persone berbene s*****o tu e giosino
Di antonio
(inviato il 15/04/2016 @ 20:23:55)
# 5
De cicco scrivi chiesta con giosina e che fanno e soprattutto che non fanno. Scrivi scrivi.
Di Antonio
(inviato il 16/04/2016 @ 23:24:18)
# 6
De cicco scrivi chiesta con giosino e che fanno e soprattutto che non fanno. Scrivi scrivi.
Di Antonio
(inviato il 16/04/2016 @ 23:24:19)
# 7
De cicco scrivi chiesta con giosino e che fanno e soprattutto che non fanno. Scrivi scrivi.
Di Antonio
(inviato il 16/04/2016 @ 23:24:19)
# 8
È inutile che metti gli errori di italiano. Ho scritto chiedi a giosino ( e non chiesta) che fanno e soprattutto che non fanno. Ti modifichi le cose da solo e te le scrivi a modo tuo
Di antonio
(inviato il 16/04/2016 @ 23:52:03)
# 9
Antonio Castaldo 14 aprile alle ore 14:38 VI SIETE DATI LA RISPOSTA SUL PERCHE' I CARABINIERI LA SCORSA SETTIMANA SONO STATI AL COMUNE DI BRUSCIANO? NOOOOOOOOO, ENTRO STASERA LA RISPOSTA VE LA DAREMO NOI. COLLEGATEVI E SAPRETE DEL PERCHE', IL PALAZZO E' IN AGITAZIONE. QUESTO VALE IN MODO PARTICOLARE PER I SIGG.RI GIORNALISTI, SPECIALMENTE PER QUELLI CHE SONO IN CORSA PER IL PREMIO PULITZER E CHE FANNO PARTE DEL NOSTRO GRUPPO.
Antonella Fornaro Come si suol dire :quando il gatto non arriva al lardo dice le è rancio
Antonio Castaldo 13 aprile alle ore 20:15 Come diceva Pappagone "EQUE QUA". Solo per rinfrescare la memoria, ricordate quanto è stato scritto e documentato fotograficamente sui lavori di riqualificazione (?) del centro storico e precisamente la parte riguardante l'eliminazione dei piccoli marciapiedi lungo il tratto terminale di Cortaucci e della pericolosità delle opere realizzate senza nessun criterio logico? Ebbene la caccia al pedone da parte dei motorizzati continua, fortunatamente fino ad ora i bipedi hanno avu...
Antonio Castaldo il nostro impegno e quello di farvi fare caso per poi permettervi di tirare le somme quando sarà il momento. W il sindaco, W il rup lavori pubblici, W tutti gli annessi e connessi. Antonio Castaldo un altro cartellino rosso..
Gaetano Allocca 14 aprile alle ore 17:34 Ordinanza n. 23 del 14,04,16 per interdizione Transito veicolare in Via De Ruggiero, per il giorno 15,04,16, dalle ore 20,00 alle ore 24,00 per prove musicali Giglio Croce ------------------------------------------------------------------------------------------------------- Caro Sindaco, questa ordinanza è frutto della sua intelligenza, ...dell'intelligenza dei suoi uomini...politicamente e amministrativamente INCAPACI...SU TUTTI I FRONTI...rasentate il RIDICOLO ... Altro... Rocco Esposito ma perché esiste l'inquinamento acustico? Esiste per caso che durante le sfilate dei carri devi transennare ai lati della carreggiata e le persone vanno ai lati per 2 semplici motivi: 1)Per ordine pubblico 2)un mezzo di soccorso de...Altro... Giuseppe Braccolino Il nostro amato Sindaco e presidente ente festa queste cose lo sanno???? A scusate sono AVVOCATI.
Giuseppe Braccolino Hanno preso una LAURA e devono avere la testa al solito posto cioè sul collo.
Giuseppe Mocci 12 marzo 2015 ... il cambiamento che vorrei !!! Giuseppe Mocci CAMBIARE LA NOSTRA VITA * (P. D. Ouspensky, La strana vita di Ivan Osokin)
"Nulla cambierà", stava dicendo il vecchio....Altro... Giuseppe Mocci https://youtu.be/B1EWHd2wM58 ... com'è difficile vivere, com'è difficile cambiare. Ma è mio questo attimo che fa uomini, si muore un po, CAMBIERA' come ieri...
Di Anonimo
(inviato il 17/04/2016 @ 17:00:13)
# 10
e vunut stu scem a pomigliano ma che c***o vò
Di leonardo
(inviato il 19/04/2016 @ 20:56:25)
# 11
Quando pensi di avere tutte le risposte la vita ti cambia tutte le domande.
Di Anonimo
(inviato il 20/04/2016 @ 15:50:42)
# 12
o gesù perdone le nostre colpe preservaci dal fuoco dell'inferno porta in cielo tutte le anime specialmelte le più bisognose della tua misericordia prega prega invece di fare inciuci
Di leonardo
(inviato il 21/04/2016 @ 22:26:57)
# 13
Dal Corriere.it L’INTERVISTA A PIER CAMILLO DAVIGO Davigo: «I politici continuano a rubare, ma non si vergognano più» Il presidente Anm: le riforme della sinistra hanno reso i giudici genuflessi Piercamillo Davigo — consigliere presso la Cassazione, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati — 24 anni fa era nel pool di Mani Pulite. Dottor Davigo, com’è cambiata l’Italia da allora? «Con i colleghi stracciammo il velo dell’ipocrisia. E questo ha peggiorato le cose». Vale a dire? «La Rochefoucauld diceva che l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Nella Prima Repubblica se non altro si riconosceva la superiorità della virtù. Quando Tanassi fu arrestato e parlò di “delitto politico”, io non capivo cosa dicesse. Poi ho realizzato che forse intendeva dire: “È un delitto politico perché vado in galera solo io”. Noi magistrati siamo come i cornuti: siamo gli ultimi a sapere le cose; perché quando le sappiamo partono i processi». E partì Mani Pulite. «Dopo l’arresto di Mario Chiesa, Craxi disse che a Milano non un solo dirigente del Psi era stato condannato con sentenza definitiva, fino al “mariuolo”. Nessuno esplose in una fragorosa risata. Il velo dell’ipocrisia teneva ancora». E ora? «Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti». «Non esistono innocenti; esistono solo colpevoli non ancora scoperti». Lo disse davvero? «Certo. In un contesto preciso. Ma mi citano fuori contesto per farmi passare per matto». Qual era il contesto? «Appalti contrattati tra partiti e imprese: chiunque avesse avuto un ruolo in quel sistema criminale, non poteva essere innocente; uno onesto nel sistema non ce lo tenevano. Prenda la Metropolitana Milanese. Costruita da imprese associate, con una capogruppo che raccoglieva il denaro da tutte le aziende e lo versava a un politico che lo divideva tra tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione. Di giorno fingevano di litigare; la notte rubavano insieme». Voi però l’opposizione non l’avete colpita. Davigo si inalbera: «Non è vero! Questa è una leggenda diffusa ad arte per screditarci! Io stesso condussi una perquisizione a Botteghe Oscure!». Ma Forlani si dimise, Craxi morì ad Hammamet. Occhetto e D’Alema restarono al loro posto. «Forlani fece una figuraccia al processo Enimont. Su Craxi si trovarono le prove, infatti fu condannato. Su altri non trovammo le prove. Il Pci era finanziato dalle coop in modo dichiarato e quindi legittimo. Ma a Milano, dove partecipavano alla spartizione delle tangenti, abbiamo mandato sotto processo diversi dirigenti comunisti». Il Paese era con voi. «Gli italiani non hanno mai avuto una grande considerazione di sé: siamo gli unici a dire di noi stessi cose terribili nell’inno nazionale, “calpesti”, “derisi”, “divisi”. All’epoca sembrò che tutto potesse cambiare. Ricordo un’intervista ai volontari che friggevano le salamelle alla festa dell’Unità; erano i primi a volere in galera i dirigenti che li avevano traditi. Ma cominciò presto il coro opposto: “E gli altri, perché non li avete presi?”». Oggi la situazione è come allora? «È peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo. Il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. I corrotti». Davvero pensa questo del nostro Paese? «È il rimprovero che mi fece Vladimiro Zagrebelski. Al Csm erano ospiti 35 magistrati francesi, che mi chiesero di Tangentopoli. Risposi che nel 1994 erano crollati cinque partiti, tra cui quello di maggioranza relativa e tre che avevano più di cent’anni. Però noi eravamo stati come i predatori che migliorano la specie predata: avevamo preso le zebre lente, ma le altre zebre erano diventate più veloci. Avevamo creato ceppi resistenti all’antibiotico. Perché dovemmo interrompere la cura a metà». Fu Berlusconi a fermarvi? «Cominciò Berlusconi, con il decreto Biondi; ma nell’alternanza tra i due schieramenti, l’unica differenza fu che la destra le fece così grosse e così male che non hanno funzionato; la sinistra le fece in modo mirato. Non dico che ci abbiano messi in ginocchio; ma un po’ genuflessi sì». Ad esempio? «La destra abolì il falso in bilancio, attirandosi la condanna della comunità internazionale. La sinistra, stabilendo che i reati tributari erano tali solo se si riverberavano sulla dichiarazione dei redditi, introdusse la modica quantità di fondi neri per uso personale. E nessuno obiettò nulla». Con Renzi come va? «Questo governo fa le stesse cose. Aumenta le soglie di rilevanza penale. Aumenta la circolazione dei contanti, con la scusa risibile che i pensionati non hanno dimestichezza con le carte di credito; ma lei ha mai visto un pensionato che gira con tremila euro in tasca?». Renzi ricorda spesso di aver aumentato le pene e di conseguenza la prescrizione per i corrotti. «Ma prendere i corrotti è difficilissimo. Nessuno li denuncia, perché tutti hanno interesse al silenzio: per questo sarei favorevole alla non punibilità del primo che parla. Il punto non è aumentare le pene; è scoprire i reati. Anche con operazioni sotto copertura, come si fa con i trafficanti di droga o di materiale pedopornografico: mandando i poliziotti a offrire denaro ai politici, e arrestando chi accetta. Lo diceva anche Cantone; anche se ora ha smesso di dirlo». Perché Cantone ha smesso di dirlo? «Lo capisco. E non aggiungo altro». Quindi si ruba più di prima? «Si ruba in modo meno organizzato. Tutto è lasciato all’iniziativa individuale o a gruppi temporanei. La corruzione è un reato seriale e diffusivo: chi lo commette, tende a ripeterlo, e a coinvolgere altri. Questo dà vita a un mercato illegale, che tende ad autoregolamentarsi: se il corruttore non paga, nessuno si fiderà più di lui. Ma se l’autoregolamentazione non funziona più, allora interviene un soggetto esterno a regolare il mercato: la criminalità organizzata». Com’è la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati? «L’unica conseguenza è che ora pago 30 euro l’anno in più per la mia polizza: questo la dice lunga sulla ridicolaggine delle norme. Tutti abbiamo un’assicurazione. Non siamo preoccupati per la responsabilità civile, ma per la mancanza di un filtro. Se contro un magistrato viene intentata una causa, anche manifestamente infondata, gli verrà la tentazione di difendersi; ma così non farà più il processo, e potrà essere ricusato. È il modo sbagliato per affrontare un problema serio: perché anche i magistrati sbagliano». Renzi viene paragonato ora a Craxi, ora a Berlusconi. Lei che ne pensa? «Non mi piacciono i paragoni». E del caso Guidi cosa pensa? Davigo sorride: «Non ne parlo perché se capita a me in Cassazione poi mi ricusano». «Non ci sono troppi prigionieri; ci sono troppe poche prigioni». Autentica anche questa? «Sì. Ma non è una mia opinione; è un dato oggettivo. L’Italia è il Paese d’Europa che ha meno detenuti in rapporto alla popolazione. Ed è il Paese della mafia, della ndrangheta, della camorra, della sacra corona; e della corruzione diffusa. Certo che servono nuove carceri. Con le frontiere ormai evanescenti, i Paesi con una repressione penale più forte esportano crimine; quelli con una repressione penale più debole lo importano». L’Italia lo importa. «Una volta a San Vittore trovai un borseggiatore cileno. Era stato arrestato quattro volte in un mese. Mi accolse con un sorriso: “Che bel Paese, l’Italia!”. Prima era stato arrestato a Ottawa ed era stato in galera due anni». In Italia ci sono troppi avvocati? «In una riunione europea degli Ordini professionali il presidente di turno ha detto che nell’Ue ci sono quasi 900 mila avvocati; e un terzo sono italiani. I più interessati al numero chiuso a giurisprudenza dovrebbero essere gli avvocati; se non altro per tutelare i loro redditi». E ci sono troppi pochi magistrati? «Ne mancano un migliaio. Ma non è un mestiere facile: ogni anno facciamo un concorso con 20 mila domande per 350 posti, e non riusciamo ad assegnarli tutti. Non è che ci sono pochi magistrati; è che ci sono troppi processi». Come ridurli? «In Italia tutte le condanne a pene da eseguire vengono appellate; in Francia solo il 40%. Sa perché? Perché in Francia si può emettere in appello una condanna più severa rispetto al primo grado. Facciamo così anche in Italia, e vedrà come si decongestionano le corti d’appello». Ci sono troppi magistrati in politica? «Secondo me i magistrati non dovrebbero mai fare politica. Perché sono scelti secondo il criterio di competenza; e avendo guarentigie non sono abituati a seguire il criterio di rappresentanza. Per questo i magistrati sovente sono pessimi politici».
Di Luigi
(inviato il 22/04/2016 @ 00:36:13)
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